Aggiornamenti e rettifiche

Qui metto per iscritto gli errori veri che ho trovato nei miei articoli e come li ho sistemati: una cifra superata, una norma citata male, un’affermazione per cui non c’era nessuna fonte ufficiale e che ho tolto. Le correzioni di forma (refusi, punteggiatura, frasi riordinate) non sono elencate. Ogni voce dice che cosa c’era, che cosa c’è ora e dove ho preso il dato.

Il 22 ottobre 2026 ho confrontato con la fonte primaria 128 affermazioni in 14 articoli. Le correzioni sono online dal 23 ottobre e sono 13 voci, una per articolo. Quello sulle flotte aziendali non conteneva errori: ho solo aggiunto i dati 2026 e per questo non compare. Come scelgo e controllo le fonti lo spiego in Come lavoro.

23 ottobre 2026: prima revisione sulle fonti primarie

Come scegliere l’auto giusta in base alle proprie esigenze

  • Incentivi. Scrivevo che nel 2026 l’elettrico era aiutato da incentivi mirati e che il decreto del 10 giugno 2026 aveva esteso i bonus a GPL, metano e veicoli commerciali. Non è così: il decreto non dà contributi per comprare un’auto. Per le auto finanzia solo l’impianto GPL (400 euro) o metano (800 euro) su un’auto almeno Euro 3. Il bonus per le elettriche era quello del DM 236/2025, fino a 11.000 euro con rottamazione e listino fino a 35.000 euro IVA esclusa, ed è finito il 30 giugno 2026. Fonti: DPCM 10 giugno 2026, DM 236/2025 in Gazzetta Ufficiale.
  • Bollo sulle ibride. Distinguevo tra mild e full hybrid. Le Regioni di solito guardano alla potenza e alle emissioni di CO2, non a quella distinzione, e le regole cambiano molto: in Lombardia metà bollo per le ibride immatricolate dal 2026, nel Lazio nessuno sconto. Fonte: ACI, Lombardia.
  • ZTL per le elettriche. Davo l’accesso agevolato come regola generale. A Roma, dal 1° luglio 2026, anche le elettriche hanno bisogno di un permesso. Fonte: Roma Servizi per la Mobilità.
  • Diesel e mercato. Lo stop ai diesel Euro 5 nel bacino padano, previsto dal 1° ottobre 2026, è slittato al 1° ottobre 2027 (decreto-legge 167/2026). Ho tolto il maggior costo dell’assicurazione per i diesel, che non ho trovato su fonti ufficiali, e ho messo i dati di settembre: ibride al 49,4% delle immatricolazioni, elettriche all’8,0% (UNRAE).

Auto elettrica nel 2026: conviene davvero?

  • Incentivi. Scrivevo che la normativa italiana garantiva incentivi all’acquisto con l’Ecobonus. Al 22 ottobre 2026 non ce ne sono per le auto: il bonus del DM 236/2025 chiedeva il contratto entro il 30 giugno 2026. Resta il contributo dell’80% fino a 1.500 euro per la wallbox di casa, che ho aggiunto. Fonti: DM 236/2025, portale Ecobonus, Invitalia.
  • Autonomie. Indicavo 180-250 km per le citycar. I dati WLTP dei costruttori sono più alti: 225 km per la Dacia Spring, 320 km per la Citroën ë-C3, 410 km per la Renault 5; alcune berline superano i 700 km, come la Volkswagen ID.7 Pro S (709 km). Fonti: Dacia, Renault, Volkswagen.
  • ZTL. Come per l’articolo sulla scelta dell’auto: a Roma serve ora un permesso anche per le elettriche (Roma Servizi per la Mobilità).
  • Batterie. Dicevo che lo smaltimento richiedeva ancora una norma: c’è già, il regolamento (UE) 2023/1542. Al posto della durata «tra gli 8 e i 15 anni», senza fonte, ho messo i requisiti dell’Euro 7: almeno l’80% della capacità dopo 5 anni o 100.000 km (regolamento (UE) 2024/1257).
  • Tolte perché senza fonte: la «svalutazione accelerata» delle elettriche, gli sconti assicurativi generalizzati e la soglia dei 10.000 km per rientrare della spesa.

Come ridurre i costi di gestione della propria automobile

  • Cifre del 2019. La tabella (carburante 891 euro, assicurazione 573 euro, bollo e revisione 150 euro) veniva da un comparatore commerciale e da rilevazioni dell’ottobre 2019, e due numeri erano pure sbagliati nella trascrizione. Ora uso fonti ufficiali: benzina self a 2,016 euro al litro (media nazionale del 19 ottobre 2026, MASE) e RC auto a 422 euro, prezzo medio pagato nel secondo trimestre 2026 (IVASS).
  • Revisione. Scrivevo da 45 a quasi 70 euro. Sono 45 euro di diritti alla Motorizzazione e circa 79 euro, IVA inclusa, in officina (MIT).
  • Somma sbagliata. Le tre voci della tabella davano 1.614 euro senza la manutenzione, non il totale di 1.600-2.100 euro scritto nel testo. Ora l’esempio è spiegato passo passo: circa 1.870 euro l’anno, manutenzione esclusa.
  • Scatola nera. Le polizze con scatola nera non sono «crescentemente adottate»: sono in calo, al 16,0% delle autovetture contro il 17,2% di un anno prima (IVASS).
  • Tolte perché senza fonte: la manutenzione media di 500-1.000 euro, il risparmio «fino al 30%» dai meccanici indipendenti, il «fino al 10%» dalla pressione delle gomme e il «15%» di risparmio complessivo.

Le tecnologie che stanno cambiando il mondo dell’automobile

  • Direttive o regolamento. Parlavo di «ultime direttive europee». È il regolamento (UE) 2019/2144, che rende obbligatori su tutte le auto nuove dal 7 luglio 2024, tra gli altri, il mantenimento di corsia d’emergenza e l’assistente intelligente alla velocità. Il cruise control adattivo invece non è obbligatorio.
  • Ricarica a 800 V. Scrivevo «pochi minuti» per passare dal 10% all’80%. Dichiarano circa 18 minuti, alle colonnine più potenti, Hyundai per la Ioniq 5 e Porsche per la Taycan. Fonti: Hyundai, Porsche.
  • Tolto perché senza fonte: il «dimezzamento» dei tempi di ricarica e la riduzione del peso attribuiti agli 800 V e al carburo di silicio.

Auto ibride: vantaggi e limiti da conoscere

  • Incentivi e bollo. Scrivevo che sulle ibride «sono spesso previsti incentivi». Nel 2026 non ci sono incentivi nazionali per comprarne una, e gli sconti sul bollo li decidono le Regioni. Fonti: portale Ecobonus, ACI, Lombardia.
  • Plug-in. Davo consumi minimi e, in tabella, un risparmio oltre il 90%. Vale solo se si ricarica ogni giorno: nei dati reali raccolti nell’UE le plug-in emettono in media 3,5 volte la CO2 di omologazione. Fonte: relazione della Commissione europea COM(2024) 122.
  • Mild hybrid. Il risparmio del 5-15% è il massimo nei test di omologazione per i sistemi più potenti. Per i 48 V più diffusi è di circa il 4-7%. E non è vero che il motore elettrico «non spinge mai» l’auto: alcuni sistemi, come quello della Jeep Avenger e-Hybrid, vanno brevemente in elettrico. Fonti: ICCT, Stellantis.
  • Autonomia elettrica delle plug-in. «40-80 km» era superato: i modelli recenti arrivano a oltre 100 km WLTP, la Golf eHybrid dichiara fino a 143 km (Volkswagen).
  • Garanzie delle batterie. «Fino a 10 anni su molti modelli» non l’ho trovato. Ho citato quello che ho verificato: il programma Toyota Battery Care, a pagamento, rinnovabile fino a 15 anni o 250.000 km (Toyota).
  • Tolto perché senza fonte: il risparmio del 10-30% per le full hybrid.

Come mantenere alto il valore della propria automobile

  • Diesel. Scrivevo che nel 2026 i diesel erano penalizzati. Nel nuovo è vero (6,5% delle immatricolazioni da gennaio a settembre), ma nell’usato il diesel resta tra i più scambiati: 38,5% dei passaggi di proprietà netti da gennaio a luglio. Lo stop ai diesel Euro 5 nel bacino padano è slittato al 1° ottobre 2027. Fonti: UNRAE, nuovo, UNRAE, usato, decreto-legge 167/2026.
  • Tagliandi. Consigliavo i centri autorizzati. Non sono obbligatori: il costruttore non può subordinare la garanzia a una manutenzione fatta nella sua rete. Fonte: orientamenti della Commissione europea 2010/C 138/05.
  • Documenti. Indicavo il libretto di circolazione. Dal 2020 esiste il Documento Unico, che sostituisce carta di circolazione e certificato di proprietà (ACI).
  • Tolte perché senza fonte e in contrasto tra loro: la svalutazione del 25% in un anno e del 50% in tre, l’auto da 25.000 euro che vale 12.000-15.000 dopo cinque anni, la soglia dei 5.000 km oltre la media.

Guida alla manutenzione ordinaria dell’automobile

  • Garanzia e officina. Scrivevo che il rispetto delle scadenze «e la scelta di officine specializzate» serve a mantenere valida la garanzia. Le scadenze del costruttore contano, l’officina è libera: per le regole europee sulla concorrenza la garanzia non può dipendere dai tagliandi nella rete ufficiale. Fonte: FAQ della Commissione europea.
  • Revisione. Ho aggiunto le scadenze di legge: entro quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due (art. 80 del Codice della strada).
  • Intervalli generici. Olio «una volta l’anno», pastiglie «ogni 20.000-30.000 km» e le frequenze della tabella non hanno una fonte valida per tutte le auto: le scadenze giuste sono quelle del libretto di manutenzione del proprio modello. Ora l’articolo lo dice e presenta i costi come indicativi.

Incentivi auto: come funzionano e quando convengono

  • Bonus già chiuso. L’articolo descriveva il bonus per le elettriche come ancora aperto. I fondi erano finiti il 23 ottobre 2025, in poco più di 24 ore, e i contratti andavano firmati entro il 30 giugno 2026. Ora è scritto al passato, con il quadro 2026: nessun incentivo statale per comprare un’auto. Fonti: MASE, FAQ ufficiali del bonus.
  • Prezzo massimo. Avevo scritto 35.000 euro più IVA, «fino a 42.700 euro su strada». Il tetto era 35.000 euro di listino, IVA e optional esclusi; il 42.700 non era un prezzo su strada.
  • Rottamazione. L’auto da rottamare doveva essere intestata da almeno sei mesi a chi prenotava il bonus, non a «un convivente». Il decreto non parla di convivenza. Fonte: DM 236/2025.
  • Emissioni e priorità. Scrivevo di «fasce di emissioni» e di «accesso prioritario» per le zone urbane. Non c’erano: gli importi dipendevano solo dall’ISEE e la residenza in un’area urbana funzionale, elenco dell’Istat, era un requisito.
  • Microimprese. Il 30% si calcolava sul prezzo IVA esclusa, con un massimo di 20.000 euro per veicolo e di due veicoli per impresa. Ho tolto l’«ammortamento accelerato», che il decreto non prevede.

Come leggere i consumi reali di un’automobile

  • Configurazione dell’auto. Scrivevo che i dati di omologazione si riferiscono alla versione più leggera. Era così con il vecchio NEDC. Con il WLTP il valore è calcolato per l’auto specifica, con peso, optional, pneumatici e aerodinamica. Fonte: regolamento (UE) 2017/1151.
  • Perdite di ricarica. Dicevo che il test di laboratorio non le considera. Le considera: misura l’energia presa dalla rete. Quello che non rappresenta è il clima, perché la prova è a circa 23 °C.
  • Scarto rispetto al NEDC. «Il 20-22% più alti» era una cifra puntuale senza fonte. Secondo il Centro comune di ricerca della Commissione europea lo scarto è tra il 10% e il 40%, secondo il motore (JRC).
  • Consumi reali. Ho aggiunto l’analisi dell’ICCT di settembre 2026: le emissioni reali di auto termiche e ibride sono circa 1,2 volte quelle omologate, per le plug-in immatricolate tra il 2021 e il 2023 da 3,5 a 4,6 volte (ICCT).

Le principali novità del mercato automobilistico nel 2026

  • Euro 7. L’avevo chiamato «direttiva» applicabile da novembre 2026. È un regolamento: dal 29 novembre 2026 vale per i nuovi modelli omologati, dal 29 novembre 2027 per tutte le auto nuove. Fonte: regolamento (UE) 2024/1257.
  • Noleggio a lungo termine. Scrivevo che cresceva. Nel 2026 rallenta: il 21,1% delle auto nuove da gennaio a settembre, contro il 23,3% dell’anno prima, mentre gli acquisti dei privati salgono del 10,7%. Fonte: UNRAE.
  • Premi e modelli. La Fiat Grande Panda ha vinto «Auto Europa 2026» dell’Unione italiana giornalisti dell’automotive, non il Car of the Year, andato alla Mercedes-Benz CLA. Il modello MG è la MG4 Urban, non «City». Fonte: Car of the Year.
  • Novità che non erano del 2026. Audi Concept C (presentata nel 2025), Maserati MCPura (2025), Citroën Ami (rinnovata nel 2025), Peugeot e-308 SW (in vendita dal 2024), Leapmotor T03 (in Italia dall’autunno 2024). Ora sono presentate come quello che sono.
  • Tolte perché senza fonte o superate: gli «incentivi europei» all’acquisto, le autonomie «tra 450 e 600 km», le batterie «da 30 a 50 kWh», i prezzi tipici di 25.000-30.000 euro e la «carenza di nuovi veicoli», visto che il mercato del nuovo cresce dell’8,7%.

Noleggio a lungo termine o acquisto: quale conviene?

  • Fisco per le aziende. Parlavo di «ampie possibilità di deduzione». Per un’auto a uso promiscuo il canone di noleggio è deducibile al 20% e solo su un massimo di 3.615,20 euro l’anno (80% su 5.164,57 euro per agenti e rappresentanti). L’IVA si detrae al 40%, regola che l’UE ha autorizzato fino al 31 dicembre 2028. Fonti: art. 164 del TUIR, art. 19-bis1 del decreto IVA.
  • Bollo. L’avevo messo tra i costi «se inclusi nel contratto». Per legge lo deve l’utilizzatore; molti contratti lo includono perché la società di noleggio lo versa al suo posto. Fonte: art. 7 della legge 99/2009.
  • Durata dei contratti. «Da 24 a 60 mesi» non aveva una fonte. Secondo ANIASA nel 2025 il 78% dei contratti superava i 36 mesi (ANIASA).
  • Tolto perché senza fonte: la svalutazione «fino al 50% in tre-quattro anni».

Sicurezza stradale: le tecnologie che aiutano davvero

  • Revisione e ADAS. Scrivevo che il controllo degli ADAS era un requisito di legge e assicurativo. Oggi le regole europee sulla revisione non li prevedono: la Commissione ha proposto di inserirli ad aprile 2025 e la proposta è ancora in discussione. Fonte: proposta COM(2025) 180.
  • Obiettivo europeo. Citavo un obiettivo di ridurre la mortalità «dal 2026». L’obiettivo UE è dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 e azzerare le vittime entro il 2050; in Italia nel 2025 i morti sono stati 2.868, il 9,6% in meno del 2019. Fonte: Istat.
  • Obblighi. Ho aggiunto che dal 7 luglio 2026, su tutte le auto nuove, sono obbligatori anche la frenata d’emergenza che riconosce pedoni e ciclisti e l’avviso di distrazione (regolamento (UE) 2019/2144).
  • Tolte perché senza fonte: l’efficacia dei sensori «superiore a quella dell’occhio umano» in caso di maltempo (i manuali avvertono del contrario), gli sconti sui premi assicurativi e l’affermazione che «la maggior parte dei veicoli» sia al livello 2 di guida assistita.

Come cambierà il settore automotive nei prossimi dieci anni

  • Veicoli connessi. Scrivevo «oltre il 45% del parco». Secondo il Politecnico di Milano sono 18,8 milioni, il 40% (maggio 2026). Fonte: Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.
  • Fondo automotive. Lo presentavo come «nuovo». È il fondo del decreto-legge 17/2022, ridotto dalla legge di bilancio 2025 a 1,6 miliardi per il 2025-2030 e ripartito dal decreto del 10 giugno 2026. Il «retrofit» non è elettrico: è l’impianto GPL o metano. Non ci sono incentivi per comprare un’auto. Fonti: DPCM 10 giugno 2026, art. 22 del decreto-legge 17/2022.
  • Calo degli incidenti. «12% in meno» e «13% di gravità» tra 2010 e 2024 non avevano una fonte e non coincidono con i dati Istat. Ora cito l’Istat (vittime da 4.114 a 2.868 tra 2010 e 2025) e l’IIHS-HLDI per la frenata automatica. Fonti: Istat, IIHS-HLDI.
  • Tolte perché senza fonte: il «75% delle imprese» che non trova talenti e gli «scenari delle società di consulenza», di cui non era indicata nessuna.

Hai trovato un errore?

Scrivimi dalla pagina Chi sono, indicando l’articolo e la frase. Controllo la fonte primaria. Se hai ragione correggo l’articolo e aggiungo qui una voce con la data; se la fonte dice il contrario, ti rispondo con il link.